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Ascolta “Audio 8D: come funziona e perchè non è una rivoluzione” su Spreaker.

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Molti di voi, probabilmente, avranno ricevuto negli ultimi giorni un singolare messaggio su WhatsApp. Il messaggio dice di ascoltare l’audio allegato, solitamente il brano Hallelujah di Jeff Buckley riarrangiato dai Pentatonix, perchè registrato in una nuova tecnologia: l’audio 8D. Per chi non ha a che fare col magico mondo dell’audio, tutto questo risulterà sensazionale e innovativo. Ma cos’è l’audio in 8D? È davvero innovativo?

Ascoltare con il cervello

Nel suddetto audio, si specificava che “questa nuova tecnologia vi farà ascoltare la musica non con le orecchie, ma col cervello”. La definizione è senz’altro curiosa, ma anche sbagliata. Tutto ciò che ascoltiamo lo facciamo “col cervello”: dalla canzone del nostro cantante preferito al nostro migliore amico che ci racconta la sua ultima avventura al telefono. Il nostro cervello elabora tutte le informazioni necessarie di un segnale acustico per capire, in un tempo piccolissimo, molte cose: che tipo di suono sia, quanto è lontano, da quale fonte provenga ecc.

Facciamo un piccolo esempio:
Supponiamo di trovarci in una piazza affollata di persone. Qualcuno ci sta chiamando da un punto non precisato di questa piazza. Noi sentiamo questo richiamo e, immediatamente, capiamo da quale parte intorno a noi provenga quel richiamo e quanto la fonte sia più o meno lontana da noi. Come facciamo? Beh, fa tutto il nostro cervello.

Se il volume del richiamo è forte, la fonte è vicina a noi; se il volume è debole, la fonte è lontana da noi. Se il richiamo è arrivato più forte al nostro orecchio destro piuttosto che a quello sinistro, allora la fonte si troverà alla nostra destra e viceversa.

Tutte queste informazioni sono contenute all’interno delle onde del segnale audio che riceviamo. Il nostro cervello le elabora e ci dice dove dirigere il nostro sguardo.

La magia del Panning

Chi produce musica, o chi si è avvicinato al mondo della produzione anche per gioco, conosce l’effetto del panning.Per chi, invece, fosse a digiuno di nozioni di acustica, ecco a voi una definizione sommaria di panning:

Il panning è la distribuzione di un segnale acustico tra la traccia destra e quella sinistra di un audio stereofonico

In soldoni: se indossando le vostre cuffie ascoltate una traccia audio (una canzone, una registrazione, un podcast) e sentite un determinato suono solamente in una delle due cuffie, sappiate che è stato utilizzato il panning. Un esempio storico di panning è stato utilizzato nel brano Wish You Were Here dei Pink Floyd che potete ascoltare qui in basso

La radio che sentite nell’intro del brano, dalla quale si ascolta l’iconico riff, è inserita nella traccia di destra dell’audio. Nell’immagine qui sotto potete vedere la forma d’onda di Wish You Were Here e notare come, all’inizio della traccia, l’audio sia tutto concentrato nella parte destra del brano.

Quindi, come funziona l’audio 8D?

L’unione di questi due elementi, l’illusione di ascolto elaborata dal nostro cervello e il panning, creano un effetto unico che è stato chiamato audio 8D.

Il trucco è semplice: applicare il panning affinchè il suono sembri girare intorno a noi. Alternando il volume del suono prima sulla traccia destra e poi sulla traccia sinistra, sembrerà che esso stia passando dalla nostra destra alla nostra sinistra. Per creare, invece, un effetto di profondità del suono, basterà abbassare il volume o, semplicemente, allontanarsi dal microfono.

Alcuni programmi di elaborazione audio rendono tutto ciò molto semplice. In Adobe Audition, per esempio, basterà selezionare l’effetto Doppler Shifter e compilare i dati rispetto all’effetto che vogliamo attribuire all’audio: girare in torno a noi; passarci vicino per poi allontanarsi alle nostre spalle; passare dalla nostra destra alla nostra sinistra ecc.

Esistono anche alcuno tool online che rendono possibile l’applicazione di un effetto del genere. Il più famoso sul web è il tool gratuito di Audioalter che potete trovare cliccando qui. Vi basterà caricare la traccia audio che volete trasformare in 8D e scaricare il risultato. Vi avviso: all’audio verrà attribuito automaticamente un effetto riverbero simile a una stanza vuota. A volte può essere un vantaggio, altre volte rende l’audio decisamente insopportabile da ascoltare.

La tecnologia 8D è rivoluzionaria per il mondo della musica?

Adesso che sappiamo come funziona l’audio 8D e come crearne uno a casa nostra, tiriamo le somme: l’Audio 8D può essere rivoluzionario nel mondo della musica? Nel podcast che trovate in alto (hai già fatto play?), vi spiego più nel dettaglio la risposta a questa domanda.

Se però volete una risposta veloce: no, l’audio 8D, ad oggi, non è rivoluzionario, ma è sicuramente interessante.
La maggior parte dei brani che troverete su YouTube o su Spotify in audio 8D sono dei brani nati in una forma diversa, nella forma “2D” (tra molte virgolette), e poi trasformate in forma 8D. All’interno della puntata di oggi potrete trovare un esempio di come qualsiasi cosa si possa trasformare in 8D con un semplice programma di audio editing.

Sarebbe però davvero interessante se qualche artista utilizzasse questo modo di registrare in qualche brano, magari creando ad hoc una canzone proprio per essere ascoltata in questa modalità. Ad oggi siamo lontani da una svolta simile, anche perchè la tecnologia di cui disponiamo non punta a questo tipo di mercato. Chi vivrà vedrà, scriveva il poeta, e noi saremo qui ad ascoltare.

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