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Ascolta “MANAGEMENT” su Spreaker.

In tutto il panorama indipendente italiano, sono poche le band o gli artisti che possono vantare anni di successi sempre al top. Tra questi ci sono loro, i protagonisti dell’intervista di oggi: i MANAGEMENT.

Solo MANAGEMENT, senza dolore post-operatorio

Hanno cambiato nome, adesso vogliono farsi chiamare soltanto Management togliendo il “dolore post-operatorio” che per questi anni li ha accompagnati.«Una volta lessi una citazione di Frank Zappa che diceva “Sono stanco di vedere il pubblico applaudire per il motivo sbagliato” – ci racconta Luca Romagnoli, leader della band. Noi avevamo questa forte carica provocatoria, distruttiva e violenta durante i nostri live. Tutto questo rappresentava sicuramente la nostra musica. Però a volte ci è sembrato che la gente venisse a vedere spesso questo nostro spettacolo di distruzione piuttosto che la musica. A volte qualcuno si sentiva insoddisfatto se non c’era violenza, anche se suonavamo e cantavamo benissimo. Erano poche persone e per poche volte, ma tutto questo, nel nostro processo di crescita, ci ha fatto pensare.

Noi abbiamo il bisogno di fare musica e di crescere attraverso essa, perciò abbiamo tagliato la parte più violenta del nostro nome. La violenza è rimasta, ma da fuori è andata dentro; dai gesti è passata nelle nostre canzoni». L’intenzione è quella di interiorizzare tutto e far uscire la loro anima più contemplativa: «noi veniamo dalla provincia della provincia, anzi addirittura io arrivo anche dalla campagna. A differenza dei giovani d’oggi, che vedono la metropoli come un obbiettivo e seguono le mode del momento, sono contemplativo. La sera mi trovo nello spazio più buio e guardo la luna, le stelle, ponendomi le stesse domande di sempre. Questo disco soprattuto è pieno di domande verso l’ignoto, di infinito, di alieni, di paure».

Un album lunare

Il loro ultimo album, per l’appunto, si intitola Sumo. «È un disco molto lunare», ci dice Luca, ma io aggiungerei anche l’aggettivo lunatico. La diversità di suoni ed emozioni che esprime la loro musica è vasta, ma anche, come giustamente dicevamo prima, contemplativa.«La copertina del disco è una luna rossa su sfondo bianco e detta così è evidente la vicinanza al Giappone. Il titolo del disco è Sumo, perchè nella titletrack c’è una storia che parla del tempo, ovvero il tema cardine di tutto il disco. Così l’idea era quella di inserire la bandiera del Giappone, finchè non abbiamo scoperto che, nello studio in cui abbiamo registrato, il grande Murolo scrisse la leggendaria canzone Luna Rossa.»

Ascoltate Sumo su Spotify, seguendo il player che trovate qui sotto. Noi, intanto, ci diamo appuntamento alla prossima puntata di Indie Bites!