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Ascolta “Giunto di Cardano” su Spreaker.

Protagonisti di questa nuova intervista di Indie Bites sono i Giunto di Cardano e in rappresentanza, al nostro telefono, abbiamo raggiunto Giuseppe.

Il nome è tutto un programma, ma «la colpa è di mio fratello ingegnere. Studiando questo particolare meccanismo mi disse che se avesse mai avuto una band l’avrebbe chiamata Giunto di Cardano. Lui la band non l’ha mai creata, ma ci ho pensato io». E meno male!

Che genere di musica?

I Giunto di Cardano, nella loro storia, hanno condiviso il loro palco con chi, nel mondo rock italiano, sta facendo la differenza. Così, anche loro puntano a lasciare una traccia. «Spesso è molto più semplice dire semplicemente che facciamo rock. Tutti ci etichettano con un genere sempre diverso, ma a noi piace dire di fare rock». Sicuramente di rock c’è l’ultimo loro album in studio, uscito l’11 ottobre scorso, e dal titolo Caos. «Il disco parla di un determinato momento storico che si sta vivendo. Quando scrivo un brano è come se scattassi una fotografia del momento. Il momento su cui ruota è l’intero album è quello dell’assenza, tramite la quale scaturiscono tutte le sensazioni che fanno parte del caos» ha continuato Giuseppe che però ci tiene a specificare: «Il caos è nelle liriche, non nella musica. In quel caso sappiamo molto bene cosa dobbiamo fare e tutto è studiato».

«Quando abbiamo iniziato a suonare nel 2011 è tutto iniziato per gioco. Poi suonando in giro, dapprima in Puglia e poi fuori, abbiamo visto che la nostra musica piaceva e l’abbiamo presa seriamente». E di gavetta ne hanno fatta molta, dall’autoproduzione del loro primo album fino ad arrivare alla Santeria Records. Una storia che ormai va avanti da 8 anni e che è costellata da molte soddisfazioni.

Se siete curiosi di ascoltare l’intervista per intero, cliccate sul player in alto. Se volete, invece, ascoltare la musica dei Giunto di Cardano, ecco a voi i loro brani top su Spotify.

Alla prossima puntata di Indie Bites!